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“Ricadute narrative della contingenza esistenziale”, un Salento diverso dal solito nel libro di Antonio Pagliara

“Ricadute narrative della contingenza esistenziale” è il titolo del nuovo libro di Antonio Pagliara. L’autore spiega che è un titolo volutamente impronunciabile e significa “racconti autobiografici”. Lo scrittore salentino è nato a Tuglie, ha vissuto tre anni in Colombia e uno in Iran e vive attualmente a Istanbul, dove insegna in un liceo italiano. Il libro, pubblicato da Lupo Editore, racconta un Salento inedito, lontano da quello conosciuto nelle cartoline, nei documentari o negli itinerari turistici enogastronomici. Eppure Pagliara, della sua terra non trascura niente, dai paesaggi alla sofisticata arte salentina dell’inzuppare il biscotto, dalla mancanza di lavoro alla fuga dei cervelli, da serate passate a filosofeggiare mangiando lumache e bevendo vino agli aneddoti popolari. Con le loro bravate, personaggi come Ciccio Spina, cliente affezionato del bar Sguario, e Marco Cazzafitta, faranno sorridere il lettore; i misteri della Malumbria o del Bezelit non annoieranno. Ai racconti salentini seguono quelli dei viaggi in Iran, Colombia e Turchia. Il libro infatti è un rapido susseguirsi di immagini, suoni, colori, oggetti e azioni che colpiscono i sensi e la fantasia. Nel testo si alternano momenti di scrittura cabarettistica e lunghe scorribande barocche, racconti cinici a finzioni metafisiche. Solo alla fine del libro il lettore potrà decidere se aderire al severo giudizio del “professore”, oppure raccogliere la sfida e decidere cosa fare delle ricadute: se ridere o sorridere, pensare, incantarsi o, semplicemente, godersele.

Serena Cappello

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La lotta alla mafia passa per la cultura: ecco l”Otranto Legality Experience”

La lotta alla criminalità organizzata approda a Otranto. Dal 9 all’11 settembre si tiene infatti un’iniziativa, targata don Ciotti, che porta il nome di “Otranto Legality Experience”. Dopo il successo della scorsa edizione, che ha registrato la presenza di più di duecento iscritti, la manifestazione torna a coinvolgere la città idruntina con un parterre di relatori provenienti da realtà di spicco nella lotta alle mafie e proponendosi come appuntamento fisso per l’antimafia sociale italiana. Quanto l’economia reale, quella dei flussi finanziari transazionali, è collegata all’economia sommersa, quella dei riciclaggi di denaro sporco? Un tema attuale, spesso taciuto, o meglio occultato, che diventa il fulcro dell’iniziativa organizzata da Flare Network, organizzazione che si batte per la legalità e i diritti dei cittadini europei, tra incontri, dibattiti, convegni e approfondimenti che avranno i giovani come protagonisti. La manifestazione, già in corso, presenta due diverse fasi: un summer camp presso l’Università del Salento aperto alla partecipazione di duecento persone nel quale, fino all’8 settembre, si analizzeranno gli organismi internazionali, gli Stati, le multinazionali e la società civile, e un forum, aperto alla partecipazione di tutti, che si terrà invece a Otranto dal 9 all’11 settembre. Massimi esperti nella lotta alla mafia, presenze di spicco del panorama culturale italiano e non solo, si susseguiranno nella tre-giorni dedicata alla legalità nella città adriatica, dall’europarlamentare Vittorio Agnoletto, coordinatore culturale dell’evento, al già citato don Ciotti, presidente di Libera, associazione sempre in prima linea nella lotta alla criminalità, e, ancora, da Paolo Beni, presidente dell’Arci, all’economista Susan George. Un calendario fittissimo, quello del forum, per un weekend all’insegna della lotta alla criminalità organizzata che aprirà i battenti con incontri mattutini per poi proseguire, fino a tarda serata, con dibattiti, testimonianze degli esperti e spettacoli. Tanti gli argomenti racchiusi nel titolo dell’edizione 2011, dedicata a Toni Fontana, “Economia illegale, mafie e globalizzazione finanziaria”. Verranno approfonditi i segreti della finanza con un dibattito a cura di Jean de Mailllard e John Christensen, sviscerate le conseguenze apportate dalla globalizzazione nel mondo del lecito e dell’illecito alla presenza di Vincenzo Ruggiero, Giancarlo Caselli e Alberto Perduca. E, ancora, verrà fatta luce sulla strategia dell’Europa che si protende sempre più verso il Nord Africa, con un dibattito a cura di Antonio Panzeri e di Stefano Manservisi. Non mancherà un’analisi della società italiana, della risposta apportata anche dalle amministrazioni locali alle mafie nazionali e internazionali, un momento di grande interesse che coinvolgerà, tra gli altri, Paolo Beni, Michele Emiliano, Mimmo Fontana e Don Ciotti. Il compito di chiudere la manifestazione al presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, che porrà l’accento su un altro aspetto fondamentale: quanto è importante la lotta alla criminalità organizzata per l’Unione Europea? Le risposte ai nostri quesiti giungeranno da Cecilia Malmström, commissario europeo per gli Affari interni.

Alessandra Ragusa

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De Chirico in chiave pop, a Poggiardo è di scena Sauvage

Sauvage rivisita De Chirico. È stata inaugurata venerdì 2 settembre, presso il Palazzo della cultura di Poggiardo, la mostra di Max Hamlet Sauvage, dal titolo “De Chirico, rivisitato nell’estetica metafisica nel regno del sogno”. L’esposizione, che resterà aperta al pubblico fino al 25 settembre, lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 12 e martedì e giovedì dalle 16,30 alle 18,30, conta trenta dipinti e disegni inediti del noto artista gallipolino, che ha vissuto in Francia e ha rivisitato De Chirico in chiave pop, mantenendone i suoi connotati surrealistici. E così il pittore metafisico, il pittore che si lasciava ispirare dalla luce diurna che illumina le città mediterranee, il pittore che immergeva le sue figure in un clima magico e misterioso, il pittore dell’uomo senza volto, torna a rivivere attraverso le tele di Sauvage. Protagonista ancora l’uomo contemporaneo, le sue tensioni interiori interpretate in chiave esistenzialista: le sue paure, i suoi sogni spesso materialisti, il lusso il più delle volte ostentato e la noia borghese. Fumetti dai colori shock e psichedelici che prendono vita nei suoi dipinti pop con la tecnica del cartoon. L’uomo rappresentato diventa un cartone animato, ciò contribuisce a prendere le distanze da esso perché facente parte di un mondo fantastico e surreale, lontano da quella che è la realtà di ogni giorno, ma nello stesso tempo uomo che assume i connotati della caricatura. Apparentemente le figure che si stagliano nei suoi dipinti sono distanti dalla quotidianità, ma uno sguardo più approfondito non può non scorgerne il loro legame intimo con la realtà con cui ci confrontiamo ogni giorno. Al di là degli altri elementi presenti nelle scene, che ci suggeriscono che si tratti di momenti di vita vissuta, vediamo che quello che Sauvage ci riporta con il suo tratto pittorico impeccabile e satirico è l’avidità, la bramosia di potere, la tensione verso il lusso e il denaro, la lussuria che porta a vedere le donne come oggetto del desiderio. Temi, dunque, non lontani da quelli delle copertine dei giornali. Max Hamlet Sauvage, pittore e scultore classe 1950, entra nel mondo dell’arte nel 1969, in seguito ad un corso di pittura nella scuola d’arte “Castello sforzesco”, cui seguono diversi corsi di anatomia e fotografia. Ed è proprio la fotografia il mezzo con il quale inizia a esprimersi artisticamente già a partire dal 1967. La sua prima mostra risale al 1972, a Milano. Una carriera in continua ascesa che l’ha visto protagonista di numerose mostre in Europa e anche oltreoceano e vincitore di numerosi premi nazionali e internazionali. Dopo anni di assenza dalla Puglia, dal 2004 a oggi ha allestito diverse mostre tra Gallipoli, Parabita, Brindisi e in numerosi altri centri salentini per poi approdare a Poggiardo con questo originale approccio a De Chirico, in esclusiva per tutta la Puglia. Un artista surrealista che riscopre il surrealismo, dando alla corrente culturale che affonda le sue radici nelle opere di Bréton quel tocco di fantasia beffarda che ci lascia sorridere. Un sorriso amaro, ma pur sempre un sorriso. Che sia questo il ruolo che riveste l’arte per Sauvage nella crisi dei valori del mondo contemporaneo?

Alessandra Ragusa

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Premio Bodini, dalla Sicilia arrivano gli Agricantus

Ritorna il premio Bodini a Cocumola, e dopo il successo delle prime due serate della sesta edizione il riconoscimento voluto dall’amministrazione comunale per ricordare il poeta della “Luna dei Borboni” continua il suo programma di appuntamenti. In particolare, nella serata di giovedì 8 settembre il premio verrà conferito agli Agricantus, gruppo musicali di genere folk-ambient provenienti dalla Sicilia. Nei giorni scorsi la rassegna, svoltasi a Cocumola il 3 e 4 settembre, ha visto premiare il poeta Gezim Hajdari, lo scrittore Vincenzo Consolo, il giornalista Raffaele Gorgoni e la sceneggiatrice Maria Pia Autorino per il corto metraggio “Poppitu”, che si ispira alla poesia di Bodini e a Cocumola. La terza serata si terrà giovedi 8 settembre, e prevede, oltre alla premiazione degli Agricantus, il loro concerto, ovvero, uno spettacolo durante il quale saranno proiettati videoart, una scaletta ricca dei successi del gruppo, che tra l’altro si fa portavoce di Amnesty International, organizzazione che quest’anno celebra il suo cinquantenario con lo “Human Rights Tour” per i diritti umani. Il gruppo é diventato famoso per la commistione di lingue e dialetti e la miscela tra suoni acustici ed elettronici, un sound che viene dal deserto e si contamina di sonorità mediterranee e asiatiche, in un respiro globale. Il concerto si svolge in piazza san Nicola a Cocumola alle 20,30. Nella serata conclusiva del 9 settembre invece, si chiude con lo sceneggiatore e scrittore Ivan Cotroneo e il fotografo “Kash” Gabriele Torsello.

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Otranto, torna la Madonna dell’Altomare

Come ogni anno in questo periodo, a Otranto ricorre la festa in onore della Madonna dell’Altomare, il cui triduo comincia il primo settembre e culmina il 4, giorno della festa vera e propria, quando alle 17,30 i pescatori accompagnano la statua nel piazzale dove viene celebrata la messa, che sarà presieduta dall’arcivescovo di Otranto Donato Negro. Terminata la celebrazione i pescatori accompagnano ancora la statua al Fascio, località balneare nei pressi del faro, per imbarcarla. Da qui ha inizio la parte centrale e più folkloristica di tutta la festa, perché si avvia la processione a mare, con in testa il peschereccio che ospita la Madonna scortato da alcuni marinai, cui spetta il compito di gettare in mare la corona-simbolo in memoria di tutte le vittime. Il corteo termina con l’arrivo al porto, da cui si prosegue a piedi lungo le vie della cittadina, per poi fare ritorno alla cappella dove si tiene la benedizione del mare.

Storia della cappella e aneddoti collegati alla Madonna

La statua della Madonna è custodita all’interno della chiesetta situata sul dorso della collina, chiamata Punta, a ridosso del mare. La struttura fu riedificata per la prima volta nel 1744, poi nel dopoguerra altri restauri furono eseguiti a spese dei pescatori otrantini e con il concorso del comando locale della Marina. Il perché di questa devozione è da ricercare in due leggende legate all’intervento della Madonna dell’Alto Mare. La prima narra che all’inizio del secolo scorso, di notte, il veliero guidato dal capitano Salvatore Cosentino di Otranto si trovò nel bel mezzo di una tempesta in alto mare. L’uomo si rivolse alla Vergine promettendo di rifare, una volta salvo, il tetto della chiesetta. La nave non affondò ma naufragò, e comunque i marinai furono salvi. All’indomani, però, Cosentino decise di riprendere la navigazione, ma calata la notte si alzò ancora una forte tempesta e il capitano pregò ancora la Madonna, chiedendole perdono e giurando che, una volta salvo, avrebbe mantenuto la promessa. Le preghiere furono ascoltate e una volta approdato al porto il comandante sciolse il suo voto. Il secondo aneddoto racconta invece che, all’inizio del secolo scorso, un piroscafo stava per essere inghiottito dalle onde. Il comandante vide un bambino stretto tra le braccia della madre e lo prese sollevandolo al cielo. Pregò il Signore affinché salvasse il bambino, la madre e tutti i presenti, e così fu.

Alessandro Conte

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“Sentinelle del gusto” in azione a Otranto

Volete conoscere ed assaggiare gli ingredienti che nel Medioevo si scambiavano tra loro gli arcivescovi di Taranto ed Otranto? Vorreste sapere quali erano le erbe spontanee della Terra d’Otranto ricordate nelle fiabe di Italo Calvino? E cosa regalarono i Turchi al Salento? A decine di queste domande darà risposta l’edizione di Otranto di “Sentinelle del Gusto” (ogni sera al tramonto a partire dal 2 sino al 4 settembre). Ogni sera ci sarà un “racconto” ed una visita per gastro-nauti (da prenotare) che si snoderà tra i monumenti ed i vicoli del centro storico per scoprire i sapori nascosti. Al termine di ogni itinerario, gli chef dell’Associazione Cuochi Salentini daranno vita ad uno show-cooking che metterà insieme i sapori così riscoperti e narrati. “Lo scorso anno” –spiega Gabriele Ruggiero dall’associazione – “migliaia di turisti hanno assistito allo show-cooking prendendo appunti sulle ricette, degustandone i sapori, ponendo domande agli chef. È un modo fantastico di portare il Salento nelle loro case. Sono, infatti, tantissimi quelli che ci scrivono durante tutto l’anno per chiedere consigli su come preparare le ricette”. Insomma, il Salento resta nel cuore anche grazie ai racconti ed ai sapori. Così, quando le creazioni della civiltà contadina, quelle delle tradizioni marinare, i gesti dei sapienti artigiani, le idee scaturite dalla povertà e dal tempo, sono racchiusi in un solo sapore, in un solo piatto, questo diventa una “sentinella del gusto” e lascia tracce nella storia, nella letteratura, nel cinema, persino nei rogiti notarili. “Punti cardine di questo progetto sono le caratteristiche organolettiche e nutrizionali, i benefici per la salute, le proposte a km zero, gli show-cooking e tutte le valenze storiche, antropologiche, artistiche e culturali legate ai prodotti tipici” -spiega Luca De Simei dell’associazione Tradizioni Mediterranee- “Si tratta di un percorso nuovo cui sono ora interessate aziende di molte parti d’Italia, e probabilmente le “sentinelle”, dal prossimo anno, gireranno per tutta la penisola”. Così, per degustare i prodotti, trovare i produttori direttamente sul posto e compiere un tour tra monumenti, storia, letteratura e sapori non resta che recarsi ad Otranto nei giorni dal 2 al 4 di settembre. Per chi fosse interessato alle visite guidate occorre prenotare telefonando ai numeri (328.7442905 – 393.7932531).

Elio Paiano

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Corto Magliese per la Sicurezza Stradale, premiazione il 2 settembre

Ѐ giunta al termine anche la quarta edizione di Corto Magliese per la Sicurezza Stradale. La serata, che si svolgerà il 2 settembre presso villa Tamborino a Maglie, avrà inizio alle ore 21 e sarà presentata dalla giornalista Eta Scrutinio. La manifestazione è organizzata dalla sezione locale dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada e rientra nella rassegna estiva del Comune di Maglie, Solebarocco. La giuria che ha avuto il duro compito di selezionare le opere migliori è composta dalla presidente dell’associazione Eva Ruggeri, l’autrice TV Rossella Abate, lo scenografo Carlo Di Cillo, lo sceneggiatore Daniele Portaluri, la produttrice Rita Surdo e infine, il giornalista Maurizio Tarantino. I premi saranno assegnati ai primi tre classificati e al miglior corto scolastico. Nello specifico, sul gradino più alto del podio è giunto il corto “One Morning” di Hermes Mangialardo, al secondo posto troviamo “3 minuti per la vita” di Andrea e Piero Schirinzi, e infine al terzo “Spot sicurezza” di Rosa Maria Bassi. Come migliore corto scolastico verrà premiato “Impara a distinguere”, realizzato dall’istituto professionale “Ilaria Alpi” di Copertino. Avranno la loro visibilità, gli spot in gara, perché verranno tutti proiettati nel corso della serata. La rilevanza nazionale di questo evento è rimarcata dalla presenza di spot giunti da ogni parte d’Italia, dalla Sicilia alla Liguria passando per il Lazio e l’Emilia Romagna. Sempre nella stessa sera verrà proiettato anche il cortometraggio “Il sogno” di Giacomo Franciosa, con il vincitore del Grande Fratello 10 Mauro Marin. Il tutto sarà allietato dalla voce di Simona Traficante e dalle note del pianoforte suonato da Alessandro Casciaro.

Alessandro Conte

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“Mondi Sommersi” presenta a Lecce il fumetto “Protecto”.

La fumetteria “Mondi Sommersi” di Lecce prosegue con le presentazioni e gli incontri con l’autore di qualità. È la volta del fumettista Matteo Alemanno, che lavora per il mercato francese al fianco di Zidrou, che ha scritto e sceneggiato “Protecto”. Sarà questo il volume che verrà presentato il 29 agosto alle 21 presso la fumetteria leccese, alla presenza del famoso disegnatore. Si tratta della saga della quindicenne Kim, che però sta per andare incontro a un destino di morte, un destino che non si aspetta. Qui si parla di predestinazione, di angeli custodi, di persone destinate a cambiare il corso della storia. Una storia che vi terrà incollati alle pagine dall’inizio alla fine. Il tutto con uno stile uno stile asciutto e caustico, “un noir sorprendente e disturbante”. Durante l’evento, l’albo potrà essere acquistato a un prezzo speciale e personalizzato con uno sketch dallo stesso Matteo Alemanno. L’incontro si inserisce in una serie di eventi che Mondi Sommersi cura da anni, per la promozione del fumetto di qualità.

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A Minervino si sogna (e si recita) sotto le stelle

I sogni son desideri, anche sotto i dolmen. I ragazzi della cooperativa “L’Adelfia” mettono in scena infatti il 28 agosto alle 21, presso il parco del dolmen Li Scusi di Minervino, lo spettacolo teatrale “Sogni sotto le stelle”, con la regia di Margarita Franja. Tra ulivi plurisecolari e muretti a secco, i ragazzi si presenteranno in scena senza lo schermo del personaggio, ma con la propria identità per raccontare storie vere di vita animate da armonie musicali, linguaggi del corpo e suggestioni oniriche. Sogni e teatro sono rappresentati con la tecnica scenica del teatro di narrazione, uno dei primordiali elementi del teatro, fusi in un suggestivo luogo misterioso e magico di una cultura ancestrale. Lo spettacolo usa la forza del linguaggio immediato del teatro e si carica di un forte aspetto sociale, dimostrando attraverso il racconto, un mondo profondo, pieno di denuncia, desideri e sogni dove il pubblico facilmente si sentirà protagonista, rispecchiandosi perfettamente. “Queste esperienze – commenta l’assessore Giuseppe Foscarini – segnano un momento importante del percorso che gli attori dell’Adelfia affrontano quotidianamente e che culminano con la messa in scena di ciò che hanno provato e riprovato”. “Ancora una volta – dice il primo cittadino Ettore Caroppo – la cultura al centro della vita, a dimostrazione di come la stessa sia fondamentale nel percorso di ognuno di noi”.

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“Canto della vita”, perché nessuno ha dimenticato Mario Micolano

È il canto del cigno. È uscita nei giorni scorsi “Canto della vita”, silloge di poesia dello scrittore magliese Mario Micolano, edita postuma con la casa editrice Manni. Un lungo excursus nella poesia inedita di Micolano, venuto a mancare qualche anno fa, ma ricordato con tanto affetto dai cultori magliesi della cultura e dai tanti alunni che sono passati dai banchi dello storico liceo “Francesca Capece”. Poesie in italiano e in vernacolo, tradotte con infinita ammirazione e accoramento dalla curatrice Lina Leone, che ha scritto anche la prefazione, si susseguono nelle oltre duecento pagine e cinque sezioni in cui il volume è suddiviso. Presente anche una libera trasposizione di “Se” di Rudyard Kipling e una serie di aforismi del pensiero di Micolano, che nella postfazione viene ricordato dalla nipote Paola. “Bonariamente ironico – scrive Paola descrivendo l’adorato zio – facile alla battuta umoristica e arguta, curioso del mondo, persona affabile e aperta ma nel contempo anche schiva, riservata e assai modesta, ragioni per la quali non ha mai pubblicato le sue opere”. Il volume è stato distribuito gratuitamente all’interno di una presentazione presso lo stesso liceo, ed è stato realizzato con il contributo della famiglia Micolano. In tanti ricordano Mario Micolano nei salotti letterari della città e nella libreria della giornalista Giuliana Coppola, a essere spirito critico con l’animo di un padre. E, per dirla con Bob Dylan, le sue parole continueranno a volare anche ora che è sotto terra.

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Il premio Meridiana allo storico Salvatore Coppola

Ritorna come ogni estate a Maglie il premio Meridiana. Saranno infatti consegnati il 27 agosto alle 21, nell’atrio del liceo “Francesca Capece”, i premi Meridiana 2011 che la Pro Loco Maglie Unpli e l’assessorato alla Cultura hanno voluto per onorare e ringraziare i cittadini, magliesi di nascita o di adozione, che si sono distinti nel campo culturale, economico sociale. Il nome del premio è stato ideato pensando all’orologio solare in bella mostra nell’atrio dello stesso liceo, per i magliesi e non solo luogo principe di cultura. “D’altronde – si legge nella nota degli organizzatori – così come l’ago della meridiana, strumento antichissimo di misurazione del tempo, indica l’ora, anche gli uomini che negli anni riceveranno il premio si fermeranno per sempre nella memoria storica della comunità. Questo è il significato del premio Meridiana: riconoscere in alcune figure di magliesi un punto fermo, un’indicazione, un esempio”. “Sine sole sileo”, dice la meridiana del liceo, “senza sole taccio”: analogamente, senza la luce della conoscenza, non si possono tracciare percorsi significativi per i posteri. La giuria, presieduta dalla docente Lina Leone, ha assegnato all’unanimità i Meridiana 2011 allo storico Salvatore Coppola, all’imprenditore Gianfranco Gioffreda, all’operatrice di volontariato Marcella Santoro, al presidente provinciale di Confesercenti Salvatore Santese e al francescano padre Roberto Francavilla. La serata sarà allietata dagli intermezzi musicali dei soprani Olivia Toma e Maria Luisa Lattante.

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Rinasce a Lecce il pensiero di Nicola Andria

Un volume stato dedicato a Nicola Andria. Un nuovo testo ne riscopre il pensiero e reinserisce questa figura nel panorama scientifico europeo dell’epoca in cui operò. Nicola Andria fu medico e filosofo di Massafra, professore dal 1775 presso la Regia Università di Napoli e decano della facoltà medica tra il 1811 e il 1814, anno della sua morte. “Il pensiero scientifico di Nicola Andria” di Melania Anna Duca, edito da Antonio Dellisanti Editore, rappresenta dunque un recupero del pensiero e dell’opera del “medico di Massafra”. Lo scienziato della Terra d’Otranto riteneva che “condizione necessaria alla scienza è la filosofia”, e alla luce di questa consapevolezza si sviluppò la sua attività di scienziato. Il ruolo dell’intellettuale massafrese è passato per oltre un secolo e mezzo inosservato, finché una giovane studentessa di filosofia salentina non ha ritrovato alcune lettere inedite di Andria, che dimostrano come il filosofo fosse inserito nel vivace dibattito scientifico dell’epoca. Il libro si apre con una prefazione del professore Mario Castellana, docente di Filosofia della Scienza ed Epistemologia dell’Università del Salento. È infatti attraverso un consolidato metodo filologico e storiografico che Duca restituisce all’immagine di Andria la sua originaria lucentezza, dimostrando nella sua monografia come il massafrese sia stato ingiustamente dimenticato, e come sia stato in realtà un importante protagonista del dibattito scientifico svoltosi a Napoli e nel Meridione d’Italia tra Sette e Ottocento. Duca restituisce un ulteriore tassello del tortuoso cammino della scienza moderna, con particolare attenzione al Meridione d’Italia. Il libro è un riferimento per storici e filosofi, ma è anche un testo accessibile ai lettori curiosi o appassionati dell’argomento. Tra le iniziative collaterali in programma l’organizzazione di un convegno, nel prossimo autunno, incentrato sul pensiero scientifico di Andria, sulla sua internazionalità e soprattutto sull’attualità del suo messaggio.

Serena Cappello

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