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Delfino morto a San Foca, sospetti sulla piattaforma Tap


Segnalato questa mattina lo spiaggiamento di un delfino nei pressi di San Foca.
Ennesimo spiaggiamento di delfini nel basso Salento, è di pochi giorni fa la notizia del ritrovamento di un cadavere di delfino a Ugento, l’ennesimo in pochi mesi.
Oggi un passante ha segnalato lo spiaggiamento di un delfino di circa due metri di lunghezza, la carcassa presentava tre profondi squarci, causati forse da un’elica. L’esemplare era riverso sulla battigia di fronte alla piattaforma per i sondaggi della Tap, il gasdotto che in questi giorni ha sollevato polemiche, tanto da far nascere un comitato spontaneo denominato Comitato no Tap.
La notizia del ritrovamento è stata data riportata on line dal sito “Sportello dei Diritti”, componente del comitato anti gasdotto e divulgata sulla pagina Facebook del comitato No Tap da Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” d’Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”.
Lo spiaggiamento apparentemente è recente e lascia intendere che la morte risalga a poche ore prima.
La zona è stata interdetta alla balneazione, navigazione e pesca dalla Capitaneria di porto di Otranto proprio per consentire gli studi per la realizzazione della Trans Adriatic Pipeline.
Per tali ragioni, “Sportello dei Diritti” chiede un immediato intervento per verificare attraverso l’autopsia il momento e le cause della morte del tursiope.

Jenny De Cicco

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Primo concorso enologico dei rosati


I rosé vini pregni di dignità. I vini rosé venivano considerati scarti di produzione, ma nella cultura enologica nazionale di rivalutazione stanno assumendo sempre maggiore importanza. Né rossi né bianchi, ma rosati cristallini e trasparenti, dal gusto deciso sono tra le massime espressioni enoiche salentine in grado di muovere milioni di euro tra turismo enogastronomico e commercio enologico.

Ieri, giovedì 26 gennaio a Roma, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del primo concorso enologico dei vini rosati ideato e realizzato dalla regione Puglia, nella sala Cavour del Mipaaf, presentata da Dario Stefàno, assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia, Nichi Vendola, governatore pugliese e il ministro Mario Catania, che ha dichiarato: “Sarà un modo per attirare l’attenzione su un prodotto di altissimo profilo e di forte personalità, Il nostro Paese è il miglior produttore del mondo di questa tipologia e non a caso quattro anni fa abbiamo difeso il Rosato dai tentativi della Ue di farlo diventare una mistura di vino bianco e rosso”.

Stefàno ha dichiarato: “L’obiettivo del concorso è quello di valorizzare le migliori produzioni nazionali, favorendone la diffusione e affiancare le aziende nel percorso di produzione, sino alla commercializzazione. Era doveroso per la Puglia, storicamente vocata alla produzione dei rosati, rendersi protagonista di una iniziativa di altissimo profilo che non ha precedenti nella storia dei concorsi nazionali dedicati all’enologia di qualità”.

Soddisfatto anche il presidente Vendola: “Nel contesto di una crisi rurale drammatica noi abbiamo il dovere di aiutare l’agricoltura a vivere e non sopravvivere, investendo sull’innovazione. Ciò che stiamo realizzando in Puglia va nella direzione dell’innovazione. Il nostro obiettivo è quello di offrire migliori opportunità e supportare al meglio chi ha voglia e capacità di crescere”.

Al concorso potranno partecipare i vini rosati fermi a denominazione di origine Dop e Igp, i frizzanti Dop e Igp, nonché i vini spumanti rosati a Doc e vini spumanti di qualità rosati, prodotti e imbottigliati in Italia (la quota di partecipazione è di 50 euro + Iva).

Ogni campione di vino sarà valutato in base al metodo “Union Internationale des Oenologues” da commissioni composte per sorteggio da quattro enologi-enotecnici nominati dall’Associazione Enologi Enotecnici Italiani e da un giornalista italiano o straniero nominato dall’ente organizzatore.

L’evento entrerà nel clou il 20 e 21 aprile, quando nell’Hotel Villa Romanazzi Carducci di Bari, la giuria tecnica si riunirà per valutare i campioni di vino rosato iscritti alla competizione.

I primi tre vini rosati che risulteranno vincenti nell’ambito delle sei categorie previste – quattro per i vini rosati e due per i vini spumanti rosati – saranno premiati con Medaglia d’oro, d’argento e di bronzo.

Il presidente dell’Accademia italiana della Vite e del vino, Antonio Calò, intervenuto alla conferenza stampa, ha spiegato nei dettagli le varie fasi del concorso, che si concluderà il 5 maggio a Otranto con la cerimonia di premiazione nell’ambito del convegno internazionale sui vini rosati, alla quale il ministro Catania ha assicurato la sua presenza.

Da mercoledì 1 febbraio sarà attivo il portale dedicato al concorso. All’indirizzo www.concorsorosatiditalia.it sarà possibile scaricare la modulistica per partecipare e il regolamento.

Jenny De Cicco

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Un nuovo anno inizia con la Strina


A Calimera torna la Strina.

Il giorno di Capodanno, domenica 1° gennaio, si rinnova la tradizione grecanica di Calimera con l’iniziativa organizzata dalla Proloco che dà, con un tocco antico, il benvenuto al nuovo anno.

La Strina sono canti in rima in lingua grika che raccontano la venuta al mondo del Signore, che verranno suonati sul sagrato della chiesa Madre di Calimera, al termine della messa vespertina, fra musicanti, paesani, visitatori, tamburelli, organetti e sonagliere con cui la festa ripropone l’antica tradizione in cui musicanti andavano di casa in casa intonando questi canti in rima intonano la lieta Novella Grika.

Per le strade riecheggia per le strade l’antica tradizione grazie ai ragazzi del gruppo Iziki, che rispolverano questa usanza, augurando abbondanza e fortuna. I sei musici dopo aver narrato al popolo la Natività con passi cadenzati dalle arie natalizie, percorreranno piazza del Sole fino alla sede della Proloco.

La Strina rientra nel bagaglio delle tradizioni pagano-cristiane della Grecìa salentina a cui si assisteva nel periodo tra l’Immacolata e il Capodanno, durante il quale le strade e le piazze si popolavano di musicisti d’esperienza e non, che diffondevano musiche e canti religiosi di stampo pagano riarrangiati in chiave cristiana, è una delle tradizioni di origine grika a cui si ha ancora la fortuna d’assistere, perché salvaguardate dalla modernità grazie alle sentinelle della cultura, gli anziani e la scuola.

Racconta la Strina degli eventi del ciclo della nascita di Gesù Cristo, la musica e le parole di questi canti venivano riproposte per le abitazioni, le masserie e i vicoli da piccoli “gruppi musicali” che in cambio ricevevano auguri o provviste, la Strina è quindi ciò che rimane di un canto d’iniziazione ed accompagnamento dell’uomo e del suo lavoro verso un nuovo anno, un modo per propiziarsi la fortuna nei giorni che dovevano arrivare.

Jenny De Cicco

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TrenItalia e il gioco delle tre carte


Con il Natale continuano i problemi per i pendolari.

Tagli a collegamenti, prezzi aumentati poi riabbassati non sembrano essere un buon presente per i clienti di TrenItalia.

“Temo che da Trenitalia vogliano fare i furbetti – dice Peppino Longo dell’Udc regionale – annunciano il passo indietro sulle tariffe ma il provvedimento non viene applicato o viene applicato in parte. E intanto, sono numerosi i viaggiatori che in queste festività natalizie sono costretti a utilizzare i treni e che stanno pagando il biglietto con l’aumento del 63 per cento. Sono migliaia i pugliesi che risiedono fuori regione e che torneranno a casa per le prossime festività natalizie. E sono anche tanti quelli che hanno già acquistato i biglietti con le tariffe aumentate: sono numerose, infatti, le segnalazioni che mi sono giunte e di questo ne sono molto rammaricato. Trenitalia non può continuare a fare il gioco delle tre carte e deve dare precise indicazioni alle proprie strutture sul territorio. Al momento è tutto quanto nebuloso e i poveri utenti, in un periodo così economicamente difficile, non hanno la possibilità di sapere se la spesa è alla portata delle loro tasche.

Ma queste sono ore importanti anche per il trasporto locale visto che domani, mercoledì, è fissato l’incontro tra governo e regioni al ministero dell’Economia. L’assessore Minervini porti con sé nella valigia tutta l’indignazione dei pugliesi che si sentono trattati come cittadini di serie B. La Puglia ha bisogno di ulteriori fondi per il trasporto locale: non abbiamo voglia di restare appiedati” Sulla vicenda torna anche il consigliere Giovanni Epifani del Pd, che ha presentato una interrogazione al presidente Vendola ed all’assessore Minervini per chiedere notizie sulla cosiddetta “stangata sui biglietti dei treni”. In particolare Epifani sottolinea che “Trenitalia dopo aver tagliato i collegamenti e provocato disagi a tutti gli utenti pugliesi, ha aggiunto, per la Puglia, aumenti delle tariffe nonché la soppressione di treni diretti verso il Nord. L’auspicio di intraprendere qualsiasi iniziativa politica e amministrativa volta alla creazione di un tavolo con Trenitalia per rivedere, rendendole meno vessatorie e penalizzanti, le nuove misure tariffarie anche alla luce del fatto che la stessa è azienda a totale capitale pubblico finanziato dai proventi delle tasse pagate alla stessa maniera e nella stessa misura dai cittadini del Nord e del Sud”.

Jenny De Cicco

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Segno più per la Puglia del turismo


La Puglia nei primi sei mesi del 2011 sotto il segno positivo per quanto riguarda gli arrivi dei turisti.

In Puglia sono aumentati dell’1,8% gli arrivi rispetto al 2010 e le presenze hanno registrato un incremento del 3,9%, passando da 3,2 milioni del 2010 a 3,4 milioni nel 2011 secondo i dati dell’osservatorio nazionale del turismo. La regione degli ulivi, del Tavoliere e del bel mare si è attestata al primo posto tra le regioni italiane più visitate nel mese d’agosto scorso, con il 10,9% complessivo dell’intera massa del turismo in Italia.

Secondo Michele Boccardi del Pdl, “i dati dell’osservatorio nazionale del turismo mostrano che la nostra Puglia, ancora una volta, è tra le regioni italiane più visitate. In particolare, nel mese di agosto, si registra un vero e proprio primato rispetto all’intero territorio nazionale. Questo dato ci deve far riflettere non solo per il brillante risultato conseguito, ma soprattutto per le sfide che ancora dobbiamo compiere. In momenti di crisi, la politica è chiamata a guardare oltre il breve periodo e definire strategie a medio e lungo termine. In questa prospettiva, le vie perseguibili per il rilancio dell’economia del nostro territorio, potrebbero essere la destagionalizzazione, la qualificazione dei servizi e l’integrazione dell’offerta turistica. In quest’ottica gli interventi del Piano Nazionale per il Sud proposti dall’onorevole Raffaele Fitto, e già deliberati dal Cipe, sono un importante tassello per l’accrescimento dell’accessibilità e fruibilità del nostro territorio. Tutti insieme dobbiamo lavorare per dare un futuro alla nostra regione e alla nostra economia. Sfruttiamo questo tempo per riprogrammare l’utilizzo efficiente delle risorse, mirando soprattutto ad affrontare i problemi strutturali del settore”.

Restano da migliorare ancora molti servizi, come l’informazione al servizio del turismo, una maggiore offerta d’intrattenimento e percorsi culturali e naturalistici alternativi, come lamentato a più riprese dagli avventori di Puglia.

Jenny De Cicco

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Addio a Luciana Palmieri donna d’arte e cultura


La cultura e l’arte salentina sono in lutto per la recente scomparsa di Luciana Palmieri, protagonista di una delle storie culturali più interessanti di Terra d’Otranto.

Personalità particolarmente dotata, dopo essersi laureata a pieni voti presso l’Ateneo Salentino, ha completato gli studi in Francia sotto la guida di alcuni luminari della Sorbona. E proprio a Parigi, e in altre celebri località francesi, Luciana ha partecipato a numerosi eventi, lasciando sempre il segno del suo passaggio.

Tornata in Italia, si è specializzata in Scienze e Storia della letteratura italiana con Mario Petrucciani, subentrato a Giuseppe Ungaretti alla cattedra di Letteratura Italiana presso l’Università della Sapienza di Roma, con una tesi dal titolo – per noi salentini emblematico – “Analisi sull’Epistolario di Girolamo Comi”.

La Palmieri ha sempre dimostrato un grande amore per la cultura meridionale, in particolare salentina; ne danno prova i suoi libri e i numerosi articoli (che portano la sua firma) apparsi sui quotidiani riguardanti artisti contemporanei che molto hanno dato al Salento.

Luciana Palmieri è stata la madre della Fondazione Palmieri (onlus che ha come scopo principale quello di diffondere la cultura salentina nel mondo) con la quale ha portato avanti diversi progetti di grande portata culturale, organizzando eventi, tenendo conferenze e dimostrando una lucidità eccezionale nell’intercettare nuove forme artistiche presenti sul territorio salentino.

Riservata e raffinata, la Palmieri non prestava orecchio alle ciarle che molto spesso accompagnano gli ambienti artistici e sapeva essere d’una squisitezza unica come ricorda, non senza un velo di commozione, Giuseppe Zilli, artista che ha avuto la fortuna di collaborare con lei in più di un’occasione: “Ho conosciuto Luciana qualche anno fa, in occasione di un suo lavoro (poi diventato un libro) riguardante la chiesa della Madonna della Neve a Galugnano. Era una donna eccezionale, che stava al di sopra dei pettegolezzi e degli intrecci della cultura salentina. Una persona vera che lascerà un vuoto incolmabile, prima che culturale, umano”.

Gianluca Conte

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Manifestazione no petrolio il 21 gennaio a Monopoli


Al via l’organizzazione della manifestazione contro le trivelle nell’Adriatico del 21 gennaio “Più verde, meno nero” prevista a Monopoli, per protestare contro l’estrazione d’idrocarburi. La Puglia scenderà in piazza a difesa del proprio modello di sviluppo sostenibile.

Il presidente del consiglio regionale, Onofrio Introna ha fatto il punto delle fasi organizzative con i rappresentanti del comitato anti trivellazioni petrolifere nell’Adriatico, costituito dalla Regione, dal comune monopolitano, province, amministrazioni comunali e associazioni.

Prevista una grande mobilitazione, che coinvolgerà i cittadini, pugliesi e non solo, e poi tutte le componenti politiche e sociali in salvaguardia del territorio, per ribadire il no al petrolio e il sì a una legge nazionale di divieto e a una moratoria europea dell’installazione di piattaforme offshore d’estrazione d’idrocarburi in mare.

Il presidente Introna invita alla collaborazione i sindacati, il mondo professionale, le imprese, soprattutto quelle marinare per uno “sviluppo turistico ed economico sano” e si farà promotore d’un appello alla partecipazione di tutte le Regioni costiere italiane. “Facendo seguito al documento contro le trivellazioni approvato all’unanimità nella recente riunione plenaria della Conferenza delle Assemblee legislative – ha detto Introna – chiederò ai colleghi presidenti delle regioni adriatiche e del Mediterraneo europeo di aderire alla manifestazione di gennaio a difesa del mare. Mi auguro di vedere sfilare con il gonfalone della Puglia i simboli delle altre quattordici regioni marinare: dalla Liguria alla Calabria fino al Friuli, passando per la Sardegna e la Sicilia”.

Una pagina su Facebook raccoglierà le adesioni alla campagna ambientalista.

La prima adesione a opera presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, assieme a quella di Introna, ma “tutti, forze politiche e sociali, associazioni, artisti, esponenti della cultura, sportivi, donne e uomini che hanno a cuore il futuro sano delle prossime generazioni sono invitati – dal presidente dell’assemblea pugliese – a sottoscrivere un manifesto blu, come le bandiere che le nostre spiagge devono continuare a collezionare da Ventimiglia a Trieste, passando per le coste pugliesi, minacciate da Mola a Otranto e perfino alle Tremiti dallo spettro di un fluido nero come il petrolio”.

Jenny De Cicco

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Date e Orari dei Presepi salentini


La tradizione natalizia pugliese è legata ai presepi, piccoli allestimenti di artigianato artistico oppure le spettacolari manifestazioni, occasione per mostrare e far rivivere antichi mestieri.

Simili al presepe vivente di san Francesco d’Assisi a Greccio presso Rieti, nel 1223 la tradizione si diffuse nel resto d’Italia e negli altri Paesi cristiani. L’ambientazione non è necessariamente quella dell’epoca della nascita di Cristo.

La diffusione a livello popolare del presepe si realizza nel ‘800 quando per Natale si riproduceva in casa la Natività secondo i canoni tradizionali con materiali forniti dall’artigianato locale. In questo secolo, si caratterizza l’arte presepiale a Lecce con l’uso della cartapesta.

I presepi artistici vengono esposti nelle chiese di ogni città. I presepi viventi vengono realizzati d’associazioni di appassionati in centri storici, in cave, colline e frantoi ipogei.

Il 29 e 30 dicembre a Otranto si svolgerà la rappresentazione per il centro storico il Natale Medievale. Botteghe artigiane, antichi mestieri, accampamenti di cavalieri teutonici e templari, falconieri che sosteranno sulla terrazza della Torre Matta e san Francesco d’Assisi con il lupo reciterà il cantico delle creature. L’ultimo giorno ci saranno i Re Magi in groppa ai loro cammelli, che porteranno i doni a Gesù.

Uno dei più caratteristici è il presepe di Castro, “Natale in Contea”, realizzato nel suggestivo Borgo Medievale con figuranti in costume medievale che si esibiranno per i visitatori il 25 e 26 dicembre dalle 17 e l’1 e 6 Gennaio dalle 16.

Terza edizione per il Presepe vivente di Cerfignano, il 25 e 26 dicembre e 1 e 6 gennaio dalle 17, realizzato dalla parrocchia della Visitazione di Maria Vergine.

VI edizione, invece,per il Presepe vivente di Corigliano D’Otranto al Castello de’ Monti e nei vicoli e le corti del centro il 25 dicembre e 5 e 6 gennaio dalle 18.

Il Presepe vivente di Minervino, giunto alla quinta edizione e realizzato nel Frantoio Ipogeo,il 25 e 26 Dicembre e 1 e 6 Gennaio dalle 17, propone anche la degustazione di vino e pittule.

A Vaste il presepe vivente verrà avvolto dalle atmosfere misteriose della cripta bizantina dei Santi Stefani, visitabile nei giorni 25 e 26 dicembre e il 1° al 6 gennaio.

Per i cultori dei presepi artistici nel Salento a Lecce ci sarà quello monumentale realizzato in pietra leccese di Gabriele Riccardi risalente al 1555, che si può vedere nella Cattedrale e il presepe in stile leccese visitabile presso la chiesa di San Sabino dal 13 dicembre al 2 gennaio, oltre che il presepe della Torre di Belloluogo visitabile dall’8 dicembre al 6 gennaio.

A Castro grande Presepe Artistico in cartapesta a cura dei fratelli Carmine e Valentino De Santis, realizzato all’interno dell’ex edificio della scuola elementare di via Sant’Antonio e quello in cartapesta realizzato nello splendido scenario della “Grotta Zinzulusa”.

Mentre dall’8 al 24 dicembre a Lecce, c’è la fiera dei presepi e dei pastori presso l’ex convento dei Teatini.

Jenny De Cicco

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Riti e sapori del Salento a Natale


Tra tante tradizioni presenti nel Salento, alcune possono risultare consuete, come l’allestire l’albero e il presepe e la tavola con colori tipici della festività, come il rosso e il verde. Uno dei gesti tipici salentini che si tiene la sera della vigilia di Natale, invece, è quello in cui si è soliti apparecchiare la tavola con tutte le pietanze caratteristiche di questo giorno per poi abbandonare il desco e prendere parte alla messa natalizia, lasciando il cibo sulla tavola per gli spiriti dei defunti tornati affinché partecipino alla gioia del Natale. Un’altra tradizione dall’origine incerta vuole la sera della vigilia come l’unica notte in cui sia possibile comprendere il linguaggio degli animali. Innumerevoli sono le storielle che si possono sentire per bocca degli anziani in questo periodo dell’anno, storie di cavalli e vacche parlanti.

Tra i piatti più tipici e ricorrenti della cena di vigilia ci sono senz’altro i molluschi, i cui gusci vengono utilizzati come materiale di recupero per costruire rudimentali lumini.

Altre forme d’illuminazione venivano poste alle finestre d’ogni casa, verso la mezzanotte e tornando dalla messa si può godere il simbolico cammino di Giuseppe e Maria verso la capanna.

Più comuni e conosciute le tradizioni legate alla notte di san Silvestro, come quella universale di buttare la roba vecchia fuori di casa, quella d’indossare qualcosa di rosso per fine anno e il gran finale con fuochi artificiali, petardi e botti.

Tra le tradizioni che più attirano l’attenzione in questo periodo ci sono certamente quelle culinarie, sono celebri i brodi, zuppe e i fritti ottenuti con il pesce, come quelle a base di capitone, anguilla e baccalà, le pepate di cozze, le cozze pastellate e fritte e le fritture di pesciolini.

Tra i piatti tipici del periodo natalizio rientrano anche le grigliate di pesce e carne a base di maiale, agnello, e le verdure invernali da mangiare crude per pulire la bocca dai grassi cibi e favorire la digestione delle cene luculliane, come i finocchi e le cicorie e per finire. Dopo le scorpacciate di frutta fresca di stagione e frutta secca come le noci, ci sono i dolci tipici dell’inverno pugliese come purceddhruzzi o struffoli – impasto dolce aromatizzato e fritto in pezzetti molto piccoli, rigirati in seguito nel miele e cosparsi di anisini e zuccherini – ma anche le deliziose cartellate cosparse di miele cotto.

Un esempio di menù della di Natale ha come primi piatti patate con i cardi al forno, spaghetti con le cozze, gli spaghetti alla pizzaiola, i vermicelli con lo baccalà, pasta col tonno, orecchiette e maccheroni al sugo, pasta al forno, sciuscelle in brodo, triddhri in brodo di cappone.

Secondi piatti: capitone arrosto, baccalà fritto, scapece, pesce fresco e frutti di mare crudi, agnello al forno con le patate, schiacciatine di manzo, polpette fritte, turcinieddhri e polpettone e cappone in brodo.

Molto ricco il parterre di contorni con le olive arrostite sotto la cenere, olive fritte, carciofini fritti, patatine fritte Dolci squisiti concludono il pasto, tra cui il pesce di pasta di mandorle, per buon augurio.

Alla vigilia di Capodanno si aggiunge al menù il classico cotechino con le lenticchie e l’uva.

Jenny De Cicco

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LE FOCARE NEL SALENTO


Come si festeggia il Natale nel Salento?

Le tradizioni sono varie e tante quanti sono i campi in cui riescono a esprimersi. Distinguo delle tradizioni ormai parte integrante della genetica dei luoghi.

Nel profondo sud del sud Italia, le tradizioni sanno prendere alla gola e coinvolgere con i propri ritmi gli animi. A ogni ricorrenza una ricetta, che contraddistingue la data con i suoi tipici odori e sapori.

Le massaie imbandiscono tavole con prelibatezze e s’accendono fuochi sacri, per raccontare storie o per cancellarle, diventando così fuochi purificatori, commistione e espressione delle particolarità di questa terra, limite tra paganesimo e cristianesimo, ponte tra le diverse culture del mediterraneo che l’hanno lambita.

In questo periodo dell’anno l’inverno arriva al culmine ed è ora che si svolgono i culti del fuoco del Salento, con i grandi falò che vengono preparati nei vari punti dei paesi o nella piazza centrale. Questi sono indicati da alcune teorie come festeggiamenti all’inverno che finiva bruciando la legna rimasta. Il cattolicesimo ha fatto proprie questi riti, nel corso dei millenni rimasti uguali a loro stessi.

Da fine dicembre a metà marzo ci sono le focare, in alcuni casi chiamate pamparrine, che iniziano ad ardere in occasione delle feste religiose – per Minervino di Lecce e Uggiano la Chiesa si accendono a santa Lucia, la santa protettrice della vista, il 13 dicembre – e si rifanno a riti antichi e pagani come “festa di purificazione” o “della luce”. Generalmente le celebrazioni sono accompagnate da deschi in cui si offrono pittule – pastella fritta, farcita o semplice, di forma sferica – pezzetti di carne al sugo – generalmente di cavallo – vino e castagne. Tra gli eventi più spettacolari ci sono la “Festa del Fuoco” (festa de lu focu) di Zollino, il 28 dicembre, uno dei centri della Grecìa, che si svolge verso la fine di dicembre di ogni anno, ed è legata ad antichi riti di purificazione e di rinascita noti sin dall’epoca pre-cristiana. Il fuoco è stato il fulcro attorno al quale si sono svolte feste rituali di ogni genere in cerimonie che in qualunque luogo venissero celebrate somigliavano molto tra loro, grandi falò attorno per propiziare la crescita dei raccolti ed il benessere di uomini e animali.

Oggi la focara più conosciuta è quella di Novoli, La tradizione vuole che uno dei padri del monachesimo orientale, sant’Antonio, sia considerato protettore degli animali e mitico guaritore dell’herpes zooster. La focara si svolge il 17 gennaio in onore al santo, ma se ne tengono altre nel periodo di san Giuseppe il 19 Marzo.

Jenny De Cicco

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Trivelle nell’Adriatico? I politici pugliesi insorgono si muovono in modo diverso ma in maniera unanime per impedire le attività petrolifere


Il presidente del consiglio regionale Onofrio Introna scrive al neominstro dell’Ambiente Corrado Clini, Salvatore Negro propone azioni alla Greenpeace, il senatore pugliese del Pd Salvatore Tomaselli incontra il Ministro Clini nella serata di ieri, per manifestare la preoccupazione sulle autorizzazioni a effettuare ricerche e indagini geofisiche propedeutiche alle attività di estrazioni petrolifere nel Mare Adriatico, dalle Tremiti al Salento.

Clini ha assicurato il senatore Tomaselli che affronterà il dossier e che, nel corso della prima audizione in Parlamento, prevista presso la commissione Ambiente del Senato per mercoledì prossimo alle 11, risponderà alla richiesta di bloccare le procedure.

La lettera di Onofrio Introna esprime i timori nei riguardi delle azioni della società Northern Petroleum che “ha dal Governo precedente le autorizzazioni per effettuare le prospezioni al largo del nostro mare, nonostante il diniego emesso dalle sentenze del Tar”. Frazionando la richiesta di Via in cinque tronconi, ha eluso la normativa e le sentenze del Tar che impongono una sola Via, per valutare l’impatto totale degli interventi. Introna invita il ministro Clini: “Venga in Puglia ad ammirare un mare senza trivelle e intanto sospenda i permessi”.

“Mi permetto di suggerirle di iscrivere nella sua già fitta agenda di lavori una visita in Puglia, che sogna un futuro senza mostri di ferro in mare – scrive augurando poi buon lavoro al neominisrro Clini – La vicenda è nota al ministro, considerata la continuità da venti anni ai vertici amministrativi del Dicastero – ma ricordo ugualmente a Clini il no di tutto il territorio e dell’intero consiglio regionale alle prospezioni petrolifere in Adriatico, il parere negativo della Regione Puglia e di tutti gli enti e soggetti interessati, la proposta di legge alle Camere approvata il 20 luglio all’unanimità da questa Assemblea e aperta a tutte le Regioni adriatiche, per il divieto di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi in mare”.

Si aggiunge all’appello di Introna la nota di Salvatore Negro, Udc, che annuncia azioni concrete, con metodi alla Greenpeace.

“Nessuno tocchi il mare di Puglia. Noleggeremo una nave per bloccare qualsiasi tentativo di trivellazione al largo delle nostre coste. Come Udc facciamo nostra l’iniziativa, già lanciata a settembre dal presidente della Provincia di Brindisi, Massimo Ferrarese, di salpare con una nave per impedire che le trivelle della Northern Petroleum e di qualsiasi altra compagnia petrolifera si avvicinino alle coste pugliesi. Allo stesso tempo aderiamo all’invito dell’assessore regionale Lorenzo Nicastro e siamo pronti a partecipare a qualsiasi iniziativa di democratica protesta pur di scongiurare questo attentato alla bellezza del nostro mare e alla economia della Puglia che soprattutto grazie alle bellezze naturali, paesaggistiche ed architettoniche ha visto incrementare i flussi turistici sul proprio territorio negli ultimi decenni”.

Jenny De Cicco

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Trenitalia taglia il Salento fuori dall’Italia


Tutti d’accordo nel definire la decisione di Trenitalia, un atto che contribuisce ulteriormente nel divario tra nord e sud Italia.

I sindacati sono già scesi in campo, definendo la decisione di Trenitalia “uno stillicidio senza precedenti”. Gli utenti dal 12 dicembre dovranno prestare attenzione ai nuovi orari, verificando treni periodici o soppressi e qualora volessero prenotare on line Trenitalia, fa sapere che il servizio web è valido solo per il 50% dei treni, così non trovare il treno in una data successiva al 12 dicembre non significa che il collegamento non sia garantito.

Spariranno L’Eurostar Lecce-Milano che partiva alle 7 e giungeva alle 16.25, i periodici notturni su Venezia, Milano, e anche quelli con il servizio delle auto al seguito su Milano-S.Cristoforo. I treni espresso 951/956 Lecce-Roma via Taranto diventano periodici, così come L’Intercity Notte Lecce-Roma, finora giornaliero, e che scenderà il venerdì e risalirà la domenica.

Soppressi i Frecciargento 9352/9359 Lecce-Roma e i Frecciabianca Bari- Milano e Milano-Bari.

Ma preoccupa anche la situazione regionale. Il collegamento Brindisi-Taranto subirà un drastico ridimensionamento, 7 treni al giorno da Brindisi e altrettanti da Taranto. Nei festivi, i problemi per spostarsi saranno ovviamente maggiori.

Trenitalia ha spiegato che è il Ministero ad aver richiesto un ridimensionamento dei collegamenti, mentre per la tratta locale è la Regione la causa. L’assessore Minervini ha confermato le difficoltà determinate da una contrazione dei trasferimenti nazionali, solo parzialmente erogati, tanto da provocare un buco di circa 23 milioni di euro, somma di cui la Regione dovrà farsi carico per onorare il contratto di servizio stipulato con Trenitalia. Analogamente all’esercizio 2011, anche il prossimo si prevede drammatico e andrà a incidere sulla qualità e quantità dei servizi erogati. “Se Trenitalia continuerà su questa linea – spiega la senatrice Adriana Poli Bortone – inviteremo tutti a usare mezzi di trasporto diversi da quelli di Trenitalia. Grande Sud porterà avanti questo “sciopero degli utenti” insieme al Partito dei Consumatori. Già oggi, inoltre presenterò un’interrogazione urgente sulla questione”.

Il sindaco di Lecce Paolo Perrone si è espresso in merito alla vicenda definendola inaccettabile. “Ancora una volta la Puglia e il Salento in particolare vengono penalizzati – ha detto – I tagli di sette linee a lunga percorrenza rischiano di dividere il Paese in due, isolando sempre di più il Salento dal resto della penisola. Lecce e il Salento sono oramai diventati una delle mete turistiche più frequentate d’Italia.”Anche Loredana Capone si è espressa. “Si tratta di una scelta che pregiudica il sud – ha spiegato – che lo relega in una condizione di marginalizzazione assoluta, frutto di politiche leghiste. La soppressione dei due treni a lunga percorrenza che collegano Lecce a Roma, penalizzerà in modo inaccettabile la nostra città, penalizzerà i nostri studenti, i lavoratori, i tantissimi pendolari e quelle famiglie che al treno non hanno alternative”.

Loredana Capone, ricorda che tutti gli sforzi di investire sul territorio, sul turismo, rischieranno di essere vanificati se dovessero venire a mancare i trasporti. Proprio per questo ha inviato una lettera all’amministratore delegato di Trenitalia Mauro Moretti per sottolineare la situazione sconfortante che interessa Lecce, ultimo lembo della ferrovia”.

Jenny De Cicco

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