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Perdere i fondi Ue? La Puglia non ci sta

La Puglia rischia di perdere i Fondi dell’Unione Europea per i nuovi target di spesa del Dipartimento per la Coesione territoriale. Nichi Vendola scrive al ministro Fabrizio Barca.

Nella lettera inviata al ministro del governo Monti dal governatore pugliese scrive che le regioni non hanno affatto condiviso ciò che ora un documento del Dipartimento annuncia, e cioè nuovi target di spesa il cui mancato rispetto prevede sanzioni. Ecco il testo integrale della lettera:

Gentile Ministro Barca

non mi pare corretto, da parte di un uomo della sua finezza culturale, spingere un contrasto di natura politico-istituzionale sul terreno scivoloso dei giudizi personali.

Qui parliamo di Sud, non di psicanalisi. Di fondi europei, non di nevrosi caratteriali. E comunque, seppure chi le scrive soffrisse di sdoppiamento della personalità, le assicuro che entrambi i miei io tenderebbero sempre e in ogni caso alla rigidità comportamentale nei casi in cui si tratta di tutelare gli interessi della Puglia.

Io le ho dato una mano a dicembre, non penso l’abbia dimenticato, per chiudere l’accordo con il quale si riscriveva il Piano per il Sud, consentendo al governo di diminuire significativamente l’intensità del co-finanziamento per la spesa comunitaria per le regioni dell’obiettivo convergenza.

Ma non abbiamo affatto condiviso ciò che ora un documento del suo Dipartimento, sia pure nella confezione di un tavolo tecnico, tende ad annunciare. E cioè nuovi target di spesa per ognuno degli anni dell’attuale programmazione dei fondi europei.

Non una ricognizione o un monitoraggio, Signor Ministro, ma nuovi, inediti e non concordati target il cui mancato rispetto prevede importanti riduzioni della quota di co-finanziamento. Lei sa, Signor Ministro, che la mia non è la lamentazione di chi non vuole sottoporsi allo sforzo congiunto per non disperdere i finanziamenti europei. Noi non abbiamo mai perso un euro rispettando sempre gli obbiettivi. Lei sa che, per ragioni tecniche e oggettive, il grosso della spesa si concentra sempre nel secondo semestre dell’anno. Lei capisce che con quei nuovi target ci viene messa una corda al collo.

Così il governo fatalmente ci multerà, rastrellando risorse che (così è scritto non nella fantasia di una delle mie due personalità, ma nel documento) possono essere riversate anche alle regioni dell’obiettivo competitività (cioè a quelle del centronord). Se l’intenzione non era questa, ne sono felice.

Basta togliere di mezzo quel documento, con i suoi evidenti equivoci, e possiamo con serenità ripartire nello spirito di quella leale collaborazione che chiede, per non essere una evocazione retorica, rispetto reciproco e rispetto della verità”.

Jenny De Cicco

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Lega Nord a Tricase? Per oggi no, un domani forse…

Uno scherzo di Carnevale o un pesce d’aprile un po’ in anticipo.

Così si potrebbe commentare la notizia che da qualche ora sta destando non poco scalpore a Tricase e dintorni.

La pagina Facebook non lascerebbe dubbi: tutti sono caldamente invitati a prendere parte alla prossima inaugurazione della sezione della Lega Nord, prevista per il 25 febbraio alle ore 19,30 presso la presunta sede di Sant’Eufemia, frazione di Tricase. Il programma, stando all’indiscrezione-bufala, sarebbe quello delle grandi imperdibili occasioni e la forma pubblicitaria scelta quella dei navigati organizzatori di eventi mondani che tramite i social network radunano gli adepti.

Tale Giuseppe Lovaglio, infatti, scrive: “Inaugurazione nuova sezione Lega Nord per il Sud Salento a Tricase (frazione Sant’Eufemia) il 25/02/2012 ore 19,30.

Vi aspettiamo numerosi per il Salento e Tricase Libera”, provocando molte reazioni di incredulità, alcune di indignazione, poche di entusiastica approvazione.

Certo, dopo le prepotenti mire espansionistiche di Radio Padania Libera, che dallo scorso 17 dicembre trasmette da Alessano sovrapponendosi alle frequenze di altre emittenti radiofoniche locali appartenenti al gruppo leccese Mixer Media, la notizia poteva pure essere credibile.

Peccato che dalla segreteria nazionale del partito non solo non sia giunta alcuna conferma dell’evento in programma, ma pare sia pervenuta addirittura una secca smentita, pur non escludendo l’idea per il futuro.

Di certo, la notizia ha destato curiosità mista a scalpore, ancora più palpabili se inseriti nel clima politico che Tricase sta vivendo in vista della prossime elezioni amministrative.

Gli schieramenti dell’uno e dell’altro fronte continuano a temporeggiare: almeno per qualche ora, a smuovere un pò le acque calme, placide e tranquille della politica tricasina è soffiato il vento del profondo nord.

Antonella Cazzato

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Soddisfazione del consigliere regionale Donato Pellegrino per il no della Regione alla centrale di Cavallino

Dopo il no della Regione Puglia alla costruzione della centrale a biomasse di Cavallino, il consigliere regionale Donato Pellegrino (Misto-Psi) ha espresso soddisfazione per gli esiti conseguiti da una sua interrogazione, congiuntamente all’azione del “Comitato Intercomunale”, ai sindaci di Lecce, Lizzanello, Lequile, Caprarica e del Consiglio Provinciale di Lecce. “Con tale decisione – afferma Pellegrino – è stato sancito il sacrosanto diritto delle popolazioni a difendere la salute, il territorio e l’ambiente. L’oggettiva disponibilità della Regione Puglia, nel prendere atto di quanto espresso nell’interrogazione e della situazione così come rilevata dall’Asl di Lecce, che denunciava nei comuni a sud del capoluogo salentino, un incremento della mortalità per tumori maligni, più elevata rispetto alle altre province pugliesi, ha prodotto il risultato auspicato. In caso contrario si sarebbe profilato un danno non solo ambientale, in quanto la permanenza di una centrale di tale potenza avrebbe avuto conseguenze negative per il turismo e nella qualità della vita dell’intero territorio. Gli abitanti dei comuni interessati meritano un trattamento migliore, rifiutano l’immagine di smaltitoio che hanno oggi e mirano a consegnare, alle generazioni future, un territorio in perfetto equilibrio ambientale. Il risultato conseguito dimostra ancora una volta che quando si fa sistema, quando si lavora di squadra e si è determinati e sensibili alle problematiche territoriali, i risultati non tardano ad arrivare, con ricadute benefiche per i cittadini rappresentati”.

Alessandro Conte

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De Leonardis chiede il ripristino del contributo per il trasporto merci destinato agli agricoltori

La protesta della settimana scorsa degli autotrasportatori, che ha paralizzato l’Italia intera e ha generato panico tra la gente, fa ancora discutere tra i palazzi della Regione. Ѐ tornato sulla vicenda il presidente della settima Commissione Affari Istituzionali della Regione Puglia, Giannicola De Leonardis.

“Il recente blocco dei tir – ha dichiarato – non ha solo messo in ginocchio un intero Paese, ma prodotto danni per milioni di euro agli agricoltori e alle cooperative agricole, la cui merce non è riuscita a raggiungere i mercati e i consumatori. Un’ulteriore beffa per un comparto già gravemente penalizzato dal crollo dei prezzi dei prodotti, al quale paradossalmente è corrisposto un aumento esponenziale e insostenibile del prezzo del carburante, del pedaggio autostradale e quindi dell’intera catena di distribuzione e commercializzazione”. Giannicola De Leonardis si è rivolto poi all’assessore all’Agricoltura Dario Stefàno, chiedendo “il ripristino del contributo per il trasporto merci destinato agli agricoltori pugliesi, fortemente penalizzati dalle distanze nel raggiungere i mercati dell’Italia centrale e settentrionale, per non parlare poi del resto d’Europa. Una misura introdotta negli anni scorsi e poi cancellata per ragioni di bilancio, ma cheandrebbe tempestivamente ripristinata per sostenere una delle principali voci dell’economia della nostra regione, da tempo in crisi e che merita attenzioni e interventi sia nell’immediato che nel medio e lungo periodo, per recuperare in competitività e premiare gli sforzi e gli investimenti in qualità di migliaia e migliaia di operatori e cooperative agricole. Il ritorno alla normalità non può e non deve far dimenticare problemi che se trascurati e trascinati diventano sistematicamente emergenze”.

Alessandro Conte

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Maglie, taglio di conifere: quale futuro?

Sono tante le domande che attanagliano in questi giorni gli ambientalisti magliesi. E persino chi non è ambientalista tout court. Si parla del taglio delle conifere in rione Immacolata naturalmente, un provvedimento che ha ricevuto tutti i permessi in regola, solo che qualcuno si è scagliato contro la decisione dei condomini che l’hanno chiesta. E mentre qualcuno di scagliava, altri cercavano semplicemente di capire come sono andate le cose. Come la consigliera Roberta Culiersi, che si unisce ai dubbi già sollevati dal collega d’opposizione, anche se non dello stesso colore politico, Antonio Giannuzzi. “Al di là della legittimità della procedura – ha dichiarato Culiersi alla Gazzetta del Mezzogiorno – che andrebbe comunque approfondita e verificata, mi chiedo come i residenti del rione Immacolata siamo potuti arrivare a una simile decisione. Volere il taglio di 24 alberi in uno dei pochi polmoni verdi della nostra città ha dell’incredibile. E i motivi di sicurezza non credo siano sufficienti a giustificare tale richiesta. Mi chiedo se ci sia stato un sopralluogo del Corpo Forestale e quanti di quei condomini abbiano avallato il provvedimento decisorio. Sarebbe poi interessante verificare come si intende procedere alla recinzione della zona interessata. Vorrei incontrare al più presto i proprietari del condominio e confrontarmi con loro. Alcune decisioni private assumono rilevanza per tutti i gli amministratori nel momento stesso in cui, a causa di queste decisioni, l’interesse che può essere leso è quello pubblico alla salubrità dell’aria e alla salvaguardia del territorio”. La decisione, prima di inoltrare la domanda agli organi competenti, era stata presa nel corso di una riunione condominiale del condominio Tennis, motivata con ragioni di sicurezza. E sembra persino strano parlare di sicurezza in un quartiere in cui a due passi c’è la caserma dei Carabinieri, e quindi è probabilmente il più protetto e monitorato dalla città, non fosse altro che le forze dell’ordine ci passano abitualmente notte e giorno per recarsi sul posto di lavoro.

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Nuovi sbarchi di clandestini nel Salento

Continuano gli sbarchi di clandestini sulle coste del Salento. L’ultimo risale alla notte tra sabato e domenica, in località Ciolo, nei pressi di Gagliano del Capo.

I carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia di Tricase, a seguito delle segnalazioni ricevute, hanno rintracciato intorno alle tre di notte un nutrito gruppo di clandestini, che in parte aveva già raggiunto il vicino centro abitato.

Le ricerche, protrattesi sino alla mattinata di domenica, hanno consentito di individuare 45 clandestini, tra cui 3 donne e 6 minori, presumibilmente di nazionalità afghana e iraniana.

I clandestini, tutti in buone condizioni di salute nonostante le temperature della notte e le proibitive condizioni atmosferiche, dopo i primi accertamenti sono stati condotti presso il centro di prima accoglienza “Don Tonino Bello” di Otranto per le procedure di identificazione.

Nessuna traccia del mezzo impiegato per la traversata né degli scafisti, riusciti probabilmente ad allontanarsi indisturbati dalla costa dopo lo sbarco.

Antonella Cazzato

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Centrale a biomasse di Cavallino: la Regione dice no

La serie di controversie legata alla centrale a biomasse di Cavallino sembra finalmente avviarsi a una conclusione. Al termine della Conferenza dei Servizi dello scorso dicembre la parola era passata alla Regione Puglia che ora si è pronunciata con un no che non dovrebbe lasciare più dubbi sul destino del progetto.

La negazione alla costruzione della mega centrale, notificata dal dirigente del Servizio Ambiente della Regione Puglia, ha suscitato la viva soddisfazione non solo di quanti si erano impegnati nella battaglia contro la realizzazione dell’impianto ma anche di tutte le comunità dei paesi direttamente interessati.

Tuttavia, dal direttivo del Comitato No-Centrale arriva l’invito non abbassare la guardia e a restare uniti, in quanto l’impresa che dovrebbe eseguire i lavori potrebbe procedere in giudizio.

“Accogliamo con estrema soddisfazione il parere negativo espresso dagli organi tecnici della Regione Puglia alla realizzazione della centrale a biomassa di Cavallino. La vicenda non è ancora definitivamente conclusa perché la società ha ora dieci giorni di tempo per depositare le proprie controdeduzioni, ma almeno siamo giunti ad avere un parere specialistico che ufficializza tutto quello che abbiamo detto fin dal primo momento e cioè che questo impianto è smisurato, estremamente vicino agli abitati di San Donato e San Cesario e assolutamente incompatibile con una situazione ambientale già fortemente stressata per la presenza della discarica e dei biotunnel – commenta Andrea Savonitti, portavoce del Comitato intercomunale contro la centrale a biomasse di Cavallino – In attesa di vedere calare definitivamente la parola fine su questa vicenda mi piacerebbe vedere, da parte di tutti i nostri amministratori, un impegno finalizzato affinché tali minacce non possano ripetersi, anziché assistere alla giostra dei comunicati stampa in cui chiunque si arroga meriti e ruoli di paladino”.

Gianluca Conte

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Scorrano, tanti cantieri per chiudere in bellezza un decennio

Infrastrutture, edilizia scolastica, impiantistica sportiva, bonifica restauro. Sono solo alcuni degli ultimi interventi partiti a Scorrano alla vigilia delle elezioni comunali, che chiudono un’era, quella dell’amministrazione di Mario Pendinelli, che non si può ricandidare dopo due mandati consecutivi. Non si tratta di interventi “propagandistici”, dell’ultimo momento, ma interventi simili sono stati effettuati molto spesso in questi ultimi dieci anni, dato che Scorrano ha spesso partecipato a bandi di finanziamento per migliorare il volto della cittadina, ma anche fornire luoghi che abbiano una grande valenza sociale. “L’attività di programmazione e di progettazione – dice il primo cittadino Mario Pendinelli – dell’amministrazione comunale di Scorrano ha fatto sì che il paese fosse interessato da continui interventi che hanno spaziato dall’edilizia scolastica, all’impiantistica sportiva, al restauro, all’infrastrutturazione, per finire alla bonifica e al recupero urbano. Chi attraversa il comune oggi, in ogni zona del territorio comunale, incontra un cantiere che segna in modo inequivocabile la forte spinta di sviluppo che la comunità scorranese sta vivendo. Su due direttrici si sta procedendo allo scavo per la realizzazione della rete di fogna bianca che prevede lavori per un importo di 1875000 euro. Il centro polivalente Angelo Rizzo, destinato alle associazioni di volontariato e a un centro per diversamente abili è in corso di ampliamento, con lavori per un importo di 450000 euro, e sarà inaugurato a breve. La vecchia scuola media Agostiniani, immobile in precarie condizioni statiche, è stata completamente ristrutturata per un importo di 675000 euro e sono in corso di ultimazione i lavori che consegneranno ai cittadini un centro per attività per i giovani. Il Borgo degli Agostiniani, che accoglie il convento e la chiesa risalenti al 1400, è interessato da un intervento di rigenerazione urbana per un importo di 538000 euro che ha già, nella fase iniziale dei lavori, restituito la parte superiore di un antico frantoio ipogeo. Tutto il manto stradale della rete viaria della zona 167 è in via di rifacimento per un importo di 30000 euro. Spostandoci nell’area rurale, in particolare nella zona Paduli, si incontra il cantiere con cui si sta procedendo al recupero di una vecchia cava dismessa, in località Favorita. I lavori, per un importo di 1000000 euro, consegneranno un parco per skate, free climbing, attività sportive, di spettacolo e ricreative. Si tratta di interventi derivanti da finanziamenti ottenuti, che quindi non gravano sulle casse del comune e testimoniano la dinamicità dell’azione amministrativa. Il totale è di 4568000 euro di lavori che sono in corso di realizzazione”.

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TrenItalia: scetticismo e fiducia nell’intervento di Passera

Giannicola De Leonardis, presidente della settima commissione trasporti pugliese e Peppino Longo consigliere Udc in Regione, esprimono, sulla stesso argomento, i sentimenti discordanti della politica pugliese sull’intervento in Camera dei Deputati del ministro Corrado Passera sulla vicenda TrenItalia.

Peppino Longo afferma con una vena scettica: “Non avevamo dubbi, sul trasporto ferroviario anche il ministro Passera si comporta come l’amministratore delegato di Trenitalia, Moretti: il gioco delle tre carte sta diventando il preferito dalle parti di Roma. Ci avevano assicurato che sui tagli ai treni avrebbero fatto dei passi indietro ci avevano anche assicurato un tavolo di confronto ma finora non vediamo azioni concrete. C’è la convocazione del governatore della Calabria per i prossimi giorni ma per noi ancora nulla. L’assessore Guglielmo Minervini si augura che sia dovuto ad un disguido postale, ma io aggiungo che evidentemente ci sono problemi anche sulle linee telefoniche tra Roma e Puglia. Ho l’impressione, invece che ancora una volta governo e Trenitalia ci stiano facendo prima vedere la carta che vince e poi la nascondano accuratamente. Stanno penalizzando il Sud e le parole del governatore Vendola ne sono la conferma. E’ arrivato il momento di far sentire la voce della Puglia e del Mezzogiorno, una voce importante per lo sviluppo di tutto il Paese”.

Più fiducioso De Leonardis che afferma: “Lascia ben sperare l’apertura e la disponibilità del ministro per lo Sviluppo Corrado Passera. L’ultimo question time alla Camera dei Deputati infatti può rappresentare da una parte la ricerca di idonee soluzioni per porre rimedio ai disagi causati dal taglio dei collegamenti ferroviari notturni verso il Sud e la Puglia in particolare e dall’altra una soluzione condivisa sulla questione dei collegamenti ferroviari a lunga percorrenza. Ma parole ed enunciazioni di principio non possono bastare a migliaia e migliaia di utenti gravemente e colpevolmente penalizzati da politiche manageriali scellerate e autolesioniste, e dopo due mesi di stallo è opportuno intervenire per riportare ordine e civiltà nella mobilità su rotaie da Sud a Nord, visti anche i continui disagi in quella su gomma e nei collegamenti aerei”. De Leonardis ribadisce la necessità “dell’immediata convocazione di un tavolo tecnico presso il ministero, con i vertici delle Regioni interessate e Trenitalia, per ribadire Mauro Moretti il diritto alla mobilità anche dei cittadini dell’Italia meridionale in qualsiasi fascia oraria e a costi accessibili, migliorando la qualità dell’offerta e dei servizi. Il cuore di una questione che andrebbe affrontata da ben altre prospettive e con risposte agli antipodi da quelle attuate. Dopo le parole, pur apprezzabili e doverose, del ministro Passera attendiamo fatti, risposte concrete e definitive: uno stop immediato alle politiche di Trenitalia, il ripristino dei collegamenti diretti notturni e il potenziamento (altro che depauperamento) di un servizio pubblico del quale l’Italia, una e indivisibile, non può e non deve fare a meno”.

Jenny De Cicco

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Lavoro e disagio sociale: Salvatore Negro (Udc) chiede più attenzione da parte del governo regionale

Maggiore attenzione per i problemi del lavoro e del disagio sociale. Questo è quanto chiede il presidente del gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro. “In questo particolare momento di crisi e difficoltà economiche per l’intero Paese – afferma Salvatore Negro – ognuno deve fare la propria parte con senso di responsabilità. Condividiamo e partecipiamo alle battaglie contro i tagli di Trenitalia o quelle in difesa delle nostre coste e del nostro mare, ma allo stesso tempo invitiamo il presidente Vendola e la sua maggioranza a cercare di risolvere i tanti problemi che affliggono i pugliesi. Vorremmo un’attenzione particolare per i problemi del lavoro e del disagio sociale come quello della frustrazione dei 1200 lavoratori impegnati nei progetti socialmente utili che ancora attendono la maggiore corresponsione per l’aumento dell’orario di lavoro e il riconoscimento della contribuzione ai fini pensionistici per tale attività. In questa delicata fase della vita economica e politica del nostro Paese chiedere al Pd un disimpegno dal sostegno al governo Monti e di conseguenza le elezioni anticipate è poco responsabile.

Altrettanto censurabile il tentativo di inficiare l’impegno e la responsabilità dei partiti che sostengono lo stesso governo. In questo momento nessuno può chiamarsi fuori dalle responsabilità che hanno portato alla attuale situazione: la politica, a tutti i livelli, è chiamata a dare risposte concrete ai problemi della gente e non a polemizzare. Il calo di affluenza alle primarie del centrosinistra a Lecce è il sintomo del distacco e della disaffezione che si è creata tra la classe politica e la gente comune, ma anche del malcontento che serpeggia tra i vari strati della popolazione e che dimostra insoddisfazione verso i governi tanto nazionali quanto regionali. Un dato su cui tutti, indistintamente, siamo chiamati a riflettere. Non si possono illudere 1200 lavoratori e le loro famiglie approvando (su iniziativa del nostro partito) una legge che prevede un aumento del monte ore settimanale e il riconoscimento della contribuzione ai fini pensionistici e poi non attuarla. Qui non si parla di vaghe promesse, ma di qualcosa che è stato stabilito attraverso l’approvazione della legge di bilancio un anno fa e che va attuato. Questo inspiegabile ritardo non riconcilia la politica con i lavoratori e non ne rafforza la credibilità, ma contribuisce ad allargarne le distanze.

Auspichiamo che il governo regionale faccia la sua parte esercitando le proprie competenze per lenire il disagio e le sofferenze di tanti strati della popolazione pugliese e nel contempo cerchi il dialogo e la collaborazione con il governo Monti, per venire incontro ai disagi del territorio, ridare fiducia alla gente e credibilità alla politica”.

Alessandro Conte

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L’Olocausto nella cultura cinematografica

Il 27 gennaio, come istituito durante la presidenza della Repubblica di Carlo Azeglio Ciampi, si ricorda il Giorno della Memoria. In questo giorno, nel 1945 infatti, le truppe dell’Armata Rossa entrarono a liberare Auschwitz, il campo di concentramento diventato simbolo dell’Olocausto degli ebrei, operato dal regime nazista, e che vediamo ritratto in questa bellissima immagine del fumettista Giuseppe De Luca. In quegli anni, furono uccisi circa sei milioni di ebrei, ma anche dissidenti, testimoni di Geova, rom, omosessuali, prostitute, comunisti. È stata la più grande persecuzione organizzata della storia, anche se non è stata la sola. Per bocca di Max von Sydow, Woody Allen dice nel film “Hannah e le sue sorelle”, che si parla tanto dell’Olocausto affinché non accada più, e invece si dovrebbe parlare di come questo si ripresenti, in forme più sottili. Un argomento simile che può essere caro agli idruntini è proprio quello della persecuzione italiana in Albania, quando, dopo la seconda guerra mondiale, molti ex soldati furono torturati, perseguitati e chiusi in campi di lavori forzati, riuscendo a tornare in patria solo nel 1991, in occasione dei primi sbarchi, restando comunque degli stranieri in patria e ispirando la piece teatrale “Italianesi”.

Tornando al cinema, sono tanti i film che parlano dell’Olocausto e del nazismo, in forme molto differenti. Citiamo soprattutto “Schindler’s list” e “La vita è bella”, ma per conoscere al meglio il fenomeno bisognerebbe guardare sia i film che hanno un approccio drammatico come “Il bambino con il pigiama a righe”, ma anche quelli che tendono ad avere uno sguardo ironico. “Il bambino con il pigiama a righe” parla di un’amicizia tra un bambino tedesco, figlio di un gerarca nazista, e un piccolo ebreo rinchiuso in un campo di concentramento: i bambini vedono solo le differenze fisiche e d’abbigliamento tra loro, ma non comprendono perché devono odiarsi solo per una stupida ripicca degli adulti.

Su un fronte maggiormente ironico è sicuramente da segnalare il film d’essai “Train de vie”, che racconta di un villaggio di ebrei, che guidati dallo scemo del paese si fingono tedeschi per sfuggire alla deportazione. Con tante risate e un finale assolutamente a sorpresa, che non sminuisce la portata drammatica del fatto storico.

Restando in ambito ironico, non si può non vedere “Mein Fuhrer – la veramente vera verità su Adolf Hitler”, che racconta del dittatore nazista in un periodo di introspezione. Hitler deve pronunciare un discorso, in un momento in cui la guerra sta dando contro ai nazisti, ma è demotivato e dovrà ricorrere a un attore ebreo per poter parlare di fronte al suo popolo. L’attore e il dittatore si ritroveranno faccia a faccia, a nudo, e scopriranno di essere fragili entrambi, ma questo non impedirà all’ebreo di meditare vendetta, in nome del suo di popolo.

Di una bizzarra vendetta parla anche “This must be the place” di Paolo Sorrentino. Un film di un anno fa che ritrae uno Sean Penn in versione rockstar, che deve vendicare il padre ebreo morto di vecchiaia e in gioventù torturato da un gerarca ora negli Stati Uniti. Il protagonista, annoiato e avulso dall’Olocausto, scoprirà il valore del contrappasso, conoscerà qualcosa di più sull’odio dalle parole della moglie dell’uomo che sta cercando (“Perché i nazisti perseguitavano gli ebrei?” “Non lo so” “Ma lei è un’insegnante, una storia, dovrebbe saperlo…” “Era per i loro soldi” “Ma non tutti gli ebrei erano ricchi” “Tutti possedevano qualcosa”), troverà se stesso, anche se è in New Mexico e non in India.

Infine, come non citare “Il grande dittatore”, nel cui monologo finale Charlie Chaplin invoca l’umanità e allo spettatore non può che sfuggire una lacrima e pensare se fosse andata davvero come nel film: “Mi dispiace – dice il protagonista – ma io non voglio fare l’imperatore: non è il mio mestiere, non voglio governare né conquistare nessuno. Vorrei aiutare tutti, se possibile: ebrei, ariani, uomini neri e bianchi. Tutti noi esseri umani dovremmo aiutarci sempre, dovremmo godere soltanto della felicità del prossimo, non odiarci e disprezzarci l’un l’altro. In questo mondo c’è posto per tutti. La natura è ricca, è sufficiente per tutti noi, la vita può essere felice e magnifica, ma noi lo abbiamo dimenticato. L’avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell’odio, ci ha condotti a passo d’oca fra le cose più abbiette. Abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi. La macchina dell’abbondanza ci ha dato povertà, la scienza ci ha trasformato in cinici, l’avidità ci ha resi duri e cattivi, pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchinari, ci serve umanità, più che abilità, ci serve bontà e gentilezza. Senza queste qualità la vita è violenza e tutto è perduto. L’aviazione e la radio hanno riavvicinato le genti, la natura stessa di queste invenzioni reclama la bontà nell’uomo, reclama la fratellanza universale, l’unione dell’umanità. Perfino ora la mia voce raggiunge milioni di persone nel mondo, milioni di uomini, donne e bambini disperati, vittime di un sistema che impone agli uomini di torturare e imprigionare gente innocente. A coloro che mi odono, io dico: non disperate! L’avidità che ci comanda è solamente un male passeggero, l’amarezza di uomini che temono le vie del progresso umano. L’odio degli uomini scompare insieme ai dittatori e il potere che hanno tolto al popolo ritornerà al popolo e, qualsiasi mezzo usino, la libertà non può essere soppressa. Soldati! Non cedete a dei bruti, uomini che vi disprezzano e vi sfruttano, che vi dicono come vivere, cosa fare, cosa dire, cosa pensare, che vi irreggimentano, vi condizionano, vi trattano come bestie. Non vi consegnate a questa gente senza un’anima, uomini macchina, con macchine al posto del cervello e del cuore. Voi non siete macchine, voi non siete bestie: siete uomini!”.

C’è chi ritiene scorretto scherzare sull’Olocausto, perché è come cadere sul politicamente scorretto, ma di questi tempi non è una risata che ci seppellirà, piuttosto una risata ci salverà. Un grande regista ebreo come Woody Allen ci scherza sempre, in maniera estremamente autoironica, e se lo fa lui che è un genio…

Last but not least, consigliamo “The producers – Una gaia commedia nazista”, che racconta di due produttori che per arricchirsi decidono di portare un flop a Broadway, uno show tanto politicamente scorretto da suscitare lo sdegno di tutti. Ma ingaggiano un regista omosessuale, che rovescerà l’apologia di nazismo espressa nella commedia, trasformandolo in una macchietta sul genere “Il vizietto”, in cui Hitler sculetta mentre si autoproclama il migliore dittatore della terra.

La gazzella

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Protesta tir alle battute finali: lento ritorno alla normalità

Ultime battute oggi per la protesta proclamata ormai quattro giorni fa in tutta la penisola, dopo le prime agitazioni del “Movimento dei Forconi” in Sicilia contro il rincaro dei prezzi di carburanti, ticket autostradali e tasse.

Nel Salento, tuttavia, già da ieri pomeriggio, segnali di distensione: rimossi del tutto anche gli ultimi blocchi di tir – nella mattinata di ieri era attivo solo il punto di osservazione nei pressi del quartiere fieristico di Galatina – i primi distributori di benzina cominciavano ad essere riforniti di carburante.

Infatti, dopo il provvedimento del prefetto di Taranto, che nelle prime ore dell’alba di ieri ordinava di spostare i tir all’ingresso della raffineria dell’Eni, pur tra le proteste dei manifestanti che provavano a resistere alle forze dell’ordine, molti distributori nel pomeriggio erano in grado di soddisfare la richiesta.

Dopo tre giorni di carburante praticamente esaurito, le stazioni di servizio sono state letteralmente prese d’assalto e si sono registrate lunghe code all’altezza dei distributori, con protezione civile e polizia municipale a regolare la circolazione.

Intanto si stima che i danni provocati al settore agricolo dallo sciopero siano ingenti, come ha sottolineato Coldiretti nei giorni scorsi, denunciando quintali di prodotti agricoli altamente deperibili, fiori e ortaggi soprattutto, destinati al macero.

Allo stesso tempo, molti i prodotti che scarseggiano o addirittura mancano nei negozi; i prezzi, in alcuni casi, sono aumentati anche del 40 per cento, anche se da Codacons Lecce, Piero Mongelli, sottolinea: “Non abbiamo dati precisi.

Questo sciopero ci ha colto di sorpresa e non abbiamo avuto il tempo di rilevare i prezzi prima del blocco dei tir, ma possiamo immaginare che i rincari che si stanno registrando in tutta l’Italia si stiano verificando anche nel Salento”.

A questo proposito, l’Adoc (Associazione per la Difesa e l’Orientamento dei Consumatori) di Lecce, tramite il coordinatore Alessandro Presicce, invita i consumatori a denunciare aumenti di prezzi spropositati scrivendo una e-mail a [email protected] o telefonando alla Guardia di Finanza o alla Polizia Municipale.

Antonella Cazzato

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